Un altro articolo del 2006 firmato Iltulipanoblu!

(per il significato dei termini usa il Glossario)

Argomento principe del mondo del quilting: i tessuti da utilizzare per realizzare i nostri piccoli/grandi capolavori.

1 – Quali stoffe utilizzare per confezionare un quilt
2 – Come scegliere la stoffa per un quilt e dove comprare
3 – Quanta stoffa comprare
4 – Come abbinare i colori
5 – Come conservare le stoffe – Stashmania

1 – Quali stoffe utilizzare per confezionare un quilt

La maggioranza delle quilters preferisce utilizzare il cotone 100 % per quilting della migliore qualità possibile, perchè è facile da trapuntare a mano, non si deforma, si lava bene e non perde colore nei lavaggi, si stira facilmente. Inoltre occorre considerare che un quilt può durare secoli, come tanti esposti nei Musei americani risalenti ai primi anni del 1800.
E’ possibile anche utilizzare stoffa riciclata, cosa che io preferisco, tagliando pezzi da capi di abbigliamento inutilizzati come jeans, camicie, ecc.
Quando si utilizza stoffa usata diventata sottile, è consigliabile rinforzarla con della teletta termoadesiva sul dietro, oppure si puo’ sovrapporre del tulle trasparente.

 

2 – Come scegliere la stoffa per un quilt e dove comprare

Non sempre il prezzo è sinonimo di buona qualità, occorre imparare a distinguere a vista la qualità migliore: il cotone per quilting è setoso al tatto, deve avere un’alta densità di fili per centimetro quadrato. Mettendo il tessuto in controluce non deve trasparire nulla, neanche il dito della mano.
In Italia non sono molti i negozi specializzati, alcuni vendono i loro prodotti anche online. E’ possibile anche comprare da negozi internazionali o su Ebay, munendosi di carta di credito e con una buona conoscenza dell’inglese, ovviamente i tempi di consegna saranno piu’ lunghi.

 

3 – Quanta stoffa comprare

Di solito i modelli di quilts indicano la quantità di stoffa occorrente. E’ consigliabile acquistarne sempre un po’ di piu’ per sopperire ad errori di taglio o errori nel modello.
Come succede per la lana, il cotone da uncinetto, anche per le stoffe sarà difficile, in caso di bisogno, ritrovare l’esatto “bagno” acquistato la prima volta.
C’è anche chi compra tessuti per quilting per il solo gusto di collezionarli o perchè li utilizza per progetti diversi, come il decoupage con stoffa o il patchwork senz’ago oppure, semplicemente, per cucire oggetti decorativi per la casa, come tovaglie, centrotavola ecc.
Io sono questo genere di persona, quando vedo una cotonina con un disegno che mi piace la compro e la metto da parte, in attesa di utilizzarla per un progetto.
C’è chi colleziona stoffe a “tema, come musica, gatti, cani, monumenti e città. Oppure si colleziona stoffe per colore: viola, porpora, azzurro, ecc. O ancora si collezionano batiks o stoffe a tema tropicale.
In generale, queste sono le quantità di stoffa consigliabili (considerando l’altezza standard di 42 pollici – 112 cm):
per un bordo: almeno 3 yds – 3 metri
per il backing (fodera) di un quilt grande: almeno 6 yds – 6 metri
Fat quarters: a bizzeffe, tutti diversi per gli scraps quilts che amo molto.

 

4 – Come abbinare i colori

Ovviamente, secondo il gusto personale. La prima regola del quilting è che non ci sono regole.
Tuttavia è possibile specializzare questa scelta con una minima conoscenza della classificazione dei colori.
La prima cosa da tener presente è la scala di valori:

chiaro – medio – scuro

Per facilitarvi la vita, un metodo possibile è prendere una fantasia di cotone che vi ha rapito l’anima ed estrapolare i colori in essa contenuti.
Per esempio:
ho acquistato 2 metri di questa stoffa di Debbie Mumm con l’intenzione di utilizzarla come bordo in un progetto futuro.

La scala di colori suggerita dalla stoffa stessa è questa:

 

Possibili layouts
Pronte a giocare con stoffe e blocchi?

Passiamo dalla teoria alla pratica, disegnando, con il programma EQ5*, dei possibili layouts, alternando le fantasie di stoffa prescelte.
Utilizzerò uno dei miei blocchi tradizionali preferiti: ShooFly

ABBINAMENTI
utilizzando 1 bordo e tre fantasie di stoffa nei valori chiaro, medio,  scuro

 

5 – Come conservare le stoffe – Stashmania

Io personalmente lavo, con acqua calda e detersivo, tutte le stoffe quando entrano in casa, le stiro e le metto da parte, in previsione di usarle per un progetto futuro.
Le stoffe rosse, viola e blu in particolare tendono a stingere. Per testare la “tenuta” del colore, osservate la colorazione dell’acqua in lavatrice nell’ultimo risciacquo. Se vedete acqua colorata, ripetete il risciacquo, all’infinito, se necessario: meglio sciacquare 10 volte che trovare il vostro quilt macchiato al primo lavaggio.
Il cotone, in generale, tende a restringere. Per conservare le stoffe ci sono diversi sistemi, in generale è sconsigliabile metterle in scatole di plastica perchè la stoffa tende a macchiarsi.

 

Fabric stash

(ovvero la mania dell’accumulo di stoffe)

Puo’ sembrare incredibile come una quilter possa accumulare cosi’ tante stoffe.
Ma si tratta di una vera e propria patologia, una manìa, la temutissima Stashmania, che in italianopuo’ corrispondere al neologismo “Quiltite”, estesa ormai tra le quilters di tutto il mondo.
Quando si è contagiati da questo virus, la “Fabric fever”, si tende ad accumulare stoffe senza avere un motivo preciso,  e non quello di goderne la vista e il tatto, anche l’odore, nei momenti di sconforto.
Ne sanno qualcosa i familiari delle quilters (dei veri santi!), che si vedono trascinati in tour forzosi alla continua ricerca di stoffe da patchwork o adattabili all’uso, anche e soprattutto quando si è in vacanza.
Gli spazi utilizzabili in casa tendono a restringersi, occupati inesorabilmente da scatole, buste, armadi traboccanti di stoffe.

Nella casa di una quilter, a meno che non si disponga di un “cucitoio” o “sewing room”, anche gli spazi nascosti come il sottoletto sono occupati da stoffe, modelli, lavori non finiti (UFO).
Anche lo spazio occupato dall’argomento quilting sul computer di casa invade la memoria disponibile da dividere, con programmi specifici per disegnare quilts e con modelli scaricati gratis da Internet.
In questo caso le soluzioni sono due: o si compra un hard disk piu’ capiente o la quilter compra il suo primo computer personale, per scongiurare dolorose guerre familiari.

Il rapporto di una quilters con le stoffe è come quello di un pittore con i suoi colori. Per quante stoffe possiamo vedere, nei negozi, su internet, non ne avremo mai abbastanza. Quella particolare sfumatura, quella sensazione al tatto, quell’immagine che il disegno del tessuto ci evoca, non sarà mai uguale.
Dietro ogni “quilting fabric” c’è una storia, le persone che l’hanno ideata, le persone che l’hanno prodotta, quelle che l’hanno scelta da commercializzare. 
In mezzo c’è la quilter, che la sceglie secondo i suoi gusti e la compone nel quilt, piccolo o grande che sia, pensando al punto esatto della sua casa dove ha intenzione di esporlo, alla persona a cui andrà in dono.

 

Quella di comporre tante stoffe diverse in un quilt è un’Arte, non dipende (meno male) da quanto la quilter spende per comprarle, ma, soprattutto, dai sentimenti che la spingono a crearlo. Si fanno quilts per celebrare una nascita, un matrimonio, una laurea, un pensionamento, l’uscita dall’ospedale. Si celebra il Natale, si fanno quilts di carità, si aiuta la ricerca sul cancro.

Le quilters sono, da almeno 200 e passa anni, un movimento trasversale, dagli USA all’Europa, dall’Australia al Giappone, che non guarda in faccia a guerre e politica, ma è presente sempre, nel momento del bisogno.
Questa non è retorica, come le “grandmothers” confezionavano quilts con pezzettini di stoffa ricavati dai sacchi che contenevano cereali, i “feedsacks”, così oggi le quilters si mobilitano per portare aiuto, attraverso la vendita di quilts realizzati apposta, alle persone che ne hanno bisogno, vedi gli sfollati dalla città di New Orleans, a causa dell’uragano.

 

E questa era la “giustificazione storica”, il fondamento ad una vera e propria mania, la “stash manìa”, la mania dell’accumulo, la “quiltite”.

I profani sorrideranno, (già li vedo), la quilter saprà perfettamente di cosa si sta parlando.
Ogni quilter ha, storicamente, problemi di spazio. Ha il problema di come conservare la sua collezione di stoffe. E, soprattutto, ha il problema di come giustificare ai familiari questa manìa forsennata, quella forza incontrollabile che la spinge a mettere da parte anche un piccolo quadratino di cotone, “prima o poi servirà”, a cercare in ogni negozio, supermercato, mercatino di paese, stoffe di cotone adattabili allo scopo, a non buttare via camicie lise o jeans, per poi recuperare le parti buone e comporle in un nuovo quilt.

Lo confesso, sono affetta da questa malattia, spesso sogno una “sewing room”, un posto tutto mio in casa dove riporre macchina da cucire, ferro da stiro, tavolo per il taglio e, meraviglia, armadi colmi di stoffe, divise per colore e per grandezza.
Resterà solo un sogno, vivo in una città, in un appartamento. Magari in un’altra vita rinascerò in campagna, con una stanza tutta mia da riempire di stoffe, nel frattempo prego solamente che i miei non si stufino e mi buttino fuori di casa, me e il mio stash.

Miseramente, invece, le mie stoffe sono sparse per tutta la casa, viaggiano di pila in pila, pronte da tagliare, pronte da essere riposte, pronte da scambiare.
Si, perchè la quiltite è anche scambio. Non necessariamente la quilter compra anzi, spesso scambia oppure riceve in dono (squishies) pezzetti di stoffa. Nella maggioranza dei casi il donatore rimane anonimo. Oppure scambia blocchi finiti, a tema, firmati, strisce di blocchi per un round robin.

 

EQ5* – nota: nel 2006 era EQ5, adesso c’è la versione EQ8 del programma

© 2006 maria romanelli

 

image_print
Pianeta Stoffe – Stash Mania – Stash Dreamers
Spread the love
Tag:                                         

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.